Dove le bottiglie in PET vengono messe sotto pressione
L’azienda Häfeli Recycling AG con sede a Birr nel Canton Argovia è il nuovissimo centro di smistamento dell’associazione PET-Recycling Schweiz – un anello essenziale in un sistema che, da decenni, rende la Svizzera un modello di eccellenza nel riciclaggio del PET.
Il Direttore Sandro Graf illustra la procedura di compattazione per mezzo del nuovo macchinario acquistato: la pressa per balle.
Il capannone a Birr è enorme – la superficie del tetto di 2000 metri quadrati è ricoperta di pannelli solari. Ben visibile dall’esterno è il lungo nastro trasportatore del nuovo impianto di Häfeli Recycling AG che si estende fino quasi al tetto del capannone. Fa parte della pressa per balle che pressa non solo cartone e alluminio ma anche bottiglie in PET. Sandro Graf, Direttore: «Qui nel nuovo centro di smistamento di PET-Recycling Schweiz ci troviamo all’inizio del processo di riciclaggio, ovvero la raccolta e la compattazione.»
Dietro a questi due termini si cela un’impresa che, negli ultimi anni, ha vissuto una grande espansione. Sandro Graf (34 anni) aveva svolto l’apprendistato presso la casa madre Voegtlin – Meyer AG. L’azienda di lunga tradizione e le sue società affiliate operano tutte nei settori dello smaltimento, del riciclaggio, del recupero e del trasporto. A gennaio 2024 aveva acquisito l’impresa Häfeli Recycling AG con sede a Lenzburg con il corrispettivo impianto di biogas e la succursale di Birr. A giugno dello scorso anno si è aggiunta l’attività operativa dell’azienda Hans Meyer AG Birr. Per Sandro Graf, nel frattempo Direttore di Voegtlin-Meyer Entsorgung AG, ciò ha significato il raddoppiamento dell’attività operativa. «Oggi, l’azienda conta 170 dipendenti e 65 camion. Nel settore del PET operano due persone nel centro di smistamento e quattro autisti che si occupano, ogni giorno, di centinaia di punti di raccolta nelle regioni di Aarau, Lenzburg, Zofingen e nell’Hinterland lucernese.»

«Proattività a livello regionale, affidabilità e disponibilità sono i nostri punti di forza nella catena di raccolta.»
Direttore Vögtlin-Meyer Entsorgung AG
Pressare pressare pressare
Non è un caso che l’azienda Häfeli Recycling AG operi, oggi, anche come centro di smistamento. Dopo la chiusura del precedente centro di compattazione a Neuenhof, nel Canton Argovia mancava un impianto in grado di pressare il PET prima del relativo trasporto. Sandro Graf ha investito con la Häfeli Recycling AG in un impianto di pressatura di balle, offrendosi in seguito a PET-Recycling Schweiz come nuovo centro di smistamento. «Uno dei motivi di questo investimento è stata la stabilità del sistema. Il materiale arriva in sacchi o nei grandi Big Bag blu in enormi quantità e in forma sfusa. Compattandolo possiamo stoccarlo risparmiando un sacco di spazio e trasportarlo più agevolmente.»
La pressa per balle del peso di 60 tonnellate è in servizio da dicembre 2025. Una sola balla di 250-300 kg può contenere fino a 20’000 bottiglie in PET. Nel mese di marzo di quest’anno sono state pressate 113 tonnellate realizzando 446 balle.
Il sacco pieno di bottiglie in PET viene convogliato, per mezzo di un nastro trasportatore, a uno schiacciatore per arrivare poi alla vera e propria pressa. Lo schiacciatore – un sistema costituito da rulli a incastro – apre ogni bottiglia sul fondo o sul tappo per far fuoriuscire l’aria contenuta. «Senza questo passaggio, le bottiglie ancora piene di aria farebbero esplodere le balle durante la pressatura» precisa Lars Gerber, Responsabile macchinari nel centro di compattazione. Dopo la relativa apertura, le bottiglie proseguono il proprio cammino per essere pressate. Alla fine, le balle vengono legate con un filo d’acciaio. Lars Gerber inserisce precedentemente nel sistema le dimensioni delle singole balle. «Le balle nel riciclaggio del PET non possono superare la lunghezza di 150 cm e il peso di 300 kg. Con queste dimensioni possiamo spostare tre balle impilate per mezzo di un carrello elevatore e predisporle per il trasporto all’impianto di cernita a Unterengstringen.»
Un ulteriore argomento a favore dell’impianto è stato l’aspetto ecologico. Sandro Graf: «Prima trasportavamo i sacchi per la raccolta di PET all’impianto di cernita a Unterengstringen per mezzo di un camion a quattro assi in cassoni da 40 tonnellate – trasportando, al contempo, anche grandi volumi di aria. Trasportando a Zurigo ora balle pressate abbiamo ridotto del 90 % i relativi trasporti.»
Il concetto di sostenibilità permea l’intera azienda. L’impianto di biogas e l’impianto solare da 600 kWp sul tetto del capannone alimentano impianti e veicoli. A partire dall’estate 2026, i tre camion operativi per PET-Recycling Schweiz saranno completamente elettrici. «Forniamo, in tal modo, un importante contributo al conseguimento dell’obiettivo 1,5 °C prefissatosi da PET-Recycling Schweiz» evidenzia Sandro Graf.
In tour di raccolta con Manuel Sommerhalder
Mentre nel capannone crescono le pile di balle pressate, fuori Manuel Sommerhalder, uno dei quattro autisti, effettua i propri tour di raccolta del PET. Guida questi camion da 12 anni e conosce i punti di raccolta a lui assegnati, le loro caratteristiche e i referenti. Non c’è un giorno uguale all’altro: «Raggiungo alcuni punti di raccolta una volta a settimana, alcuni solo una volta al mese o addirittura una volta all’anno. La mia clientela è molto varia: aziende agricole, stabilimenti balneari, una centrale nucleare e anche un carcere. Regolarmente passo in centri di raccolta di materiale riciclabile e punti di raccolta comunali.»
Manuel Sommerhalder ama l’aspetto autonomo nel suo lavoro: programma autonomamente i suoi tour – anche se, a volte, diventa una vera e propria sfida. Se un punto di raccolta annuncia telefonicamente 80 sacchi che poi diventano 200 è necessario un secondo viaggio. «Un problema è quando i sacchi o i Big Bag contengono materiali non compatibili. Se si tratta di batterie, il problema è molto serio perché potrebbero incendiarsi.» A volte, Manuel si trova dinanzi a situazioni assurde: «Qualcuno ha riposto le bottiglie in PET in un cesto per la biancheria inserendo quest’ultimo in un sacco per la raccolta di PET. Mi sono chiesto come avesse fatto a incastrare il cesto nel sacco senza strapparlo.»
Da gennaio 2026, Manuel guida un camion elettrico. «All’inizio ho dovuto prestare attenzione all’autonomia di viaggio: con un pieno di diesel percorro più chilometri rispetto a una ricarica elettrica completa. Per contro, il mio camion elettrico è silenziosissimo. Non inquina e viene ricaricato con corrente elettrica prodotta dall’impianto di biogas aziendale.»
La visita nel centro di smistamento e il tour con Manuel Sommerhalder mettono in luce la filosofia imprenditoriale dell’azienda Häfeli Recycling AG: un valido partner all’interno del sistema di riciclaggio del PET è affidabile e proattivo a livello regionale – ed è in grado di intervenire quando il lavoro chiama. «La fase calda deve ancora venire: per esperienza, la sete della popolazione svizzera aumenterà con l’avvento dell’estate – ma cresce costantemente anche la disponibilità alla raccolta da parte delle consumatrici e dei consumatori» afferma felice Sandro Graf.

«Il mio camion elettrico è molto silenzioso, non emette odori sgradevoli e viene rifornito con l’energia elettrica prodotta dal nostro impianto di biogas.»
Autista Häfeli Recycling AG